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A Palazzo Lanfranchi la sicurezza è ad opera d’arte

Commissionato dal Comune di Pisa, all’interno del prestigioso Palazzo Lanfranchi l’impianto d’allarme logisty protegge i locali e le opere d’arte in esposizione
Lo storico palazzo prende il nome, fin dalla fine del XII secolo, da una delle famiglie della più alta nobiltà comunale. Il Palazzo si presenta oggi composto di più corpi cronologicamente e tipologicamente differenziati, a testimonianza delle varie fasi costruttive e della crescita del complesso organismo abitativo, prima della ristrutturazione complessiva cinquecentesca, che ha dato al palazzo l’aspetto attuale.

L’architetto Marco Guerrazzi dal 1985 lavora per il Comune di Pisa all’Ufficio Progetti e, dopo aver partecipato e vinto concorsi di progettazione di architettura in Italia ed all’estero, ha curato direttamente per conto del Comune tutti i progetti di restauri e nuove opere di Pisa, tra i quali la ristrutturazione di uno dei più significativi palazzi nobiliari dei lungarni, Palazzo Lanfranchi.

Il progetto principale si proponeva di ristrutturare l’edificio mantenendo integra la struttura medievale per adibirlo a centro espositivo.
Ultimati i lavori di restauro, di adeguamento, di manutenzione e di allestimento, il palazzo è diventato la sede del Museo della Grafica con una mostra permanente sulla grafica nel secondo ‘900.

Esigenza

Salvaguardare opere d’arte e storicità del Palazzo

La presenza di collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe del Dipartimento di Storia delle Arti dell'Università di Pisa, ha creato da parte del Comune di Pisa e dell’Università stessa la necessità di salvaguardare una delle più importanti raccolte pubbliche di grafica contemporanea.
Il contesto, uno dei palazzi più belli e affascinanti dei lungarni, necessitava di un sistema di protezione sicuro e al contempo poco invasivo in termini di applicazione.

Soluzione

Una struttura a prova di intrusione

Per dotare Palazzo Lanfranchi di un’adeguata salvaguardia sono state installate protezioni perimetrali e volumetriche nelle varie sale dotate di rivelatori radio ad infrarosso.
Per la protezione delle opere in mostra, i rivelatori volumetrici senza fili sono posizionati lungo il vano scale, mentre ulteriori protezioni, come i rivelatori di apertura, sono state installate nelle zone di accesso alla mostra dall’esterno e in tutte le zone di passaggio.
Particolare attenzione è stata riservata al sottotetto quale possibile accesso da altri fabbricati.
La centrale di controllo è stata collocata in prossimità della portineria e allacciata con un proprio combinatore al sistema di sicurezza.

Il parere dell'installatore

Il progetto di realizzazione del sistema di sicurezza è stato affidato alla società Adami Impianti di Calci (PI) la quale, dopo attenta valutazione, consapevole delle limitazioni poste da una struttura storica in termini di interventi murari, ha proposto l’utilizzo di un impianto d’allarme senza fili logisty.

“A Palazzo Lanfranchi - spiega Franco Adami, titolare dell’Adami Impianti - l’impianto doveva venire incontro all’esigenza dimettere in sicurezza tutti i locali dell’edificio. Addirittura era necessario assicurare una protezione agli accessi dai lucernari, posizionati sul tetto del quarto piano, perchè possono diventare varchi per penetrare all’interno del palazzo partendo dagli edifici vicini. In questo caso abbiamo installato la centrale nella portineria e per comodità di gestione abbiamo pensato a collocarla al piano terra. Si è adottato il sistema senza fili per l’impossibilità di realizzare impianti fissi filari: in particolare lo studio di progettazione dell’architetto Marco Guerrazzi che ha curato la ristrutturazione ha vietato l’uso di canalette, la stesura di cavi e forassiti.